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L’insieme degli elementi sui quali si basa ogni modello socio-economico che sia nel lungo periodo sostenibile in tutte le sue componenti, siano esse sociali, culturali, ambientali, ecc., è da considerarsi come un unicum indivisibile da preservare, prima ancora che come una risorsa da utilizzare. Questo patrimonio è composto di beni in massima parte immateriali che, pur non essendo misurabili con i criteri usati di norma, incidono fortemente sull’economia e sulla sostenibilità:

  • beni ambientali: qualità delle acque e dell'aria, qualità del territorio e dell’ambiente urbano, materie prime, risorse energetiche ...
  • beni sociali: identità, salute, regole di mercato, partecipazione alle scelte, nuova cittadinanza …
  • beni culturali e cognitivi: accesso a opportunità di apprendimento e formazione, all'istruzione, all’informazione, alle tecnologie ...

Tale patrimonio è declinato in misura diversa in ciascun territorio, e la specifica e sempre originale combinazione delle sue componenti dà vita a un valore aggiunto territoriale a cui riferire politiche di sviluppo ad hoc che tengano conto delle differenze tra i diversi contesti locali. La sua sopravvivenza è però messa a rischio dall'interazione di fattori globali e di processi economici locali non adeguati, e la sua dissipazione comporta un aumento della fragilità dei sistemi socioeconomici, con effetti sia a livello macro sia nelle relazioni tra i territori.

D'altra parte, la sua preservazione non fa necessariamente riferimento a una rigida divisione di ruoli tra pubblico e privato ma implica scelte, sistemi di regolazione e strumenti capaci di declinare in modo innovativo e flessibile il senso di ciò che è pubblico anche al di là della sua identificazione con lo Stato e le sue articolazioni. Inoltre, l’approccio partecipativo alla costruzione di scenari socio-economici sostenibili e di azioni concrete costituisce una parte sostanziale del valore aggiunto territoriale e una modalità specifica di costruzione di attori territoriali e di rete.

In considerazione di quanto sopra, l'Associazione NuoviStilidiVita intende:

  • impegnarsi a una riflessione profonda sui presupposti dei modelli socio-economici su cui si basano le attuali politiche, riflessione richiesta dal cambiamento dei rapporti tra ciascun territorio e gli scenari globalizzanti che si stanno sempre più affermando
  • contribuire a definire uno scenario culturale di riferimento, modelli di intervento e  azioni concrete prendendo in considerazione e intervenendo sulle componenti sociali, economiche, territoriali e ambientali
  • attivare rapporti con università, centri di ricerca, istituzioni, associazioni, movimenti e altri soggetti pubblici, privati e associativi che condividano gli orientamenti dell’Associazione
  • promuovere, nell’ambito di questi rapporti, ricerche, iniziative culturali e di formazione, e interventi pratici volti a indirizzare politiche locali, sovralocali e di rilevanza generale, in ordine ai temi e agli approcci sopra indicati.

Antonio Ligabue, 'Ritorno dai campi', Italia XX secolo.